Pubblicato dalla redazione ColorVision. Questo contenuto didattico non costituisce un parere medico individuale. Leggi la nostra politica editoriale e la metodologia dei test.
Risposta rapida
Il deficit della visione dei colori, comunemente chiamato daltonismo, significa percepire alcuni colori in modo diverso o distinguere con più difficoltà certe tonalità. La maggior parte dei casi ereditari è stabile e non significa che la persona veda solo in bianco e nero.
Quando rivolgersi a uno specialista: Fissa una visita oculistica se il cambiamento nella visione dei colori è recente, riguarda un occhio solo, segue un trauma o ti preoccupa.
Che cos’è il daltonismo?
Il daltonismo, che più correttamente si chiama deficit della visione dei colori, è una condizione in cui la capacità di distinguere determinati colori è ridotta o assente. Nonostante il nome comune, la maggior parte delle persone daltoniche non è affatto cieca ai colori: percepisce semplicemente alcune tonalità in modo diverso da chi ha una visione dei colori tipica.
È una delle condizioni genetiche più diffuse al mondo e riguarda una stima di 300-350 milioni di persone.
Quanto è diffuso il daltonismo?
Il daltonismo è molto più comune di quanto si creda:
- Circa l’8% degli uomini (all’incirca 1 su 12) ha una qualche forma di deficit della visione dei colori
- Circa lo 0,5% delle donne (all’incirca 1 su 200) ne è interessato
- Significa che circa 1 su 12 dei tuoi colleghi o compagni di classe uomini probabilmente ne ha una forma
- Le percentuali variano leggermente per etnia, con una prevalenza maggiore nelle popolazioni di origine nordeuropea
La netta differenza tra uomini e donne dipende dalla base genetica delle forme più comuni.
Che cosa causa il daltonismo?
La biologia della visione dei colori
L’occhio umano contiene due tipi di fotorecettori: bastoncelli e coni. I bastoncelli si occupano della visione in penombra, i coni della percezione del colore.
La retina umana contiene tre tipi di coni, ciascuno sensibile a un intervallo di lunghezze d’onda diverso:
- Coni L (onda lunga) — più sensibili alla luce rossa (~560 nm)
- Coni M (onda media) — più sensibili alla luce verde (~530 nm)
- Coni S (onda corta) — più sensibili alla luce blu (~420 nm)
La visione dei colori normale (tricromia) dipende dal corretto funzionamento di tutti e tre. Il daltonismo si verifica quando uno o più tipi di coni sono assenti, ridotti o funzionano con una sensibilità alterata.
Daltonismo ereditario
Le forme più comuni — i deficit rosso-verde — sono ereditate con modalità recessiva legata al cromosoma X. Questo significa che:
- I geni responsabili dei coni L e M si trovano sul cromosoma X
- Gli uomini (XY) hanno un solo cromosoma X, quindi un unico gene alterato causa il deficit
- Le donne (XX) devono avere geni alterati su entrambi i cromosomi X per esserne interessate, il che rende la condizione molto più rara
- Le donne con un solo gene alterato sono “portatrici” e possono trasmettere la condizione ai figli maschi
Questo schema legato al cromosoma X spiega perché il deficit è circa 16 volte più comune negli uomini che nelle donne.
Daltonismo acquisito
In alcuni casi il deficit non è ereditario ma si sviluppa più avanti nella vita a causa di:
- Malattie oculari: glaucoma, degenerazione maculare, retinopatia diabetica
- Farmaci: alcuni medicinali, tra cui l’idrossiclorochina e certi antibiotici
- Sostanze tossiche: esposizione a disolfuro di carbonio, stirene e altri prodotti chimici
- Condizioni neurologiche: neurite ottica, sclerosi multipla, malattia di Parkinson
- Invecchiamento: il cristallino ingiallisce con l’età, alterando lievemente la percezione dei colori
Il daltonismo acquisito può interessare uno o entrambi gli occhi e progredire nel tempo.
Tipi di daltonismo
Esistono diversi tipi distinti di deficit, classificati in base al tipo di cono interessato:
Daltonismo rosso-verde (il più comune)
Rappresenta circa il 98% di tutti i casi. Comprende:
- Protanopia — assenza completa dei coni L (cecità al rosso); riguarda ~1% degli uomini
- Protanomalia — coni L presenti ma con sensibilità ridotta; riguarda ~1% degli uomini
- Deuteranopia — assenza completa dei coni M (cecità al verde); riguarda ~1% degli uomini
- Deuteranomalia — coni M presenti ma con sensibilità spostata; riguarda ~5% degli uomini (forma più comune)
Daltonismo blu-giallo (raro)
- Tritanopia — assenza completa dei coni S (cecità al blu); molto rara, riguarda in egual misura uomini e donne
- Tritanomalia — coni S presenti ma con sensibilità alterata
Daltonismo totale (molto raro)
- Acromatopsia — assenza completa della funzione dei coni; la persona vede solo in tonalità di grigio. Riguarda circa 1 persona su 30.000
Come si vede con il daltonismo?
Molti si chiedono se le persone daltoniche vedano il mondo in bianco e nero. Per la grande maggioranza la risposta è no.
Chi ha un daltonismo rosso-verde continua a vedere moltissimi colori. La differenza è che alcuni colori, distinti per chi ha una visione normale, possono apparire simili o identici.
Per esempio:
- Rosso e verde possono sembrare la stessa tonalità di marrone o grigio
- Blu-verde e grigio possono apparire simili
- Viola e blu possono essere difficili da distinguere
Il modo migliore per comprendere questa esperienza è usare un simulatore di daltonismo, che trasforma qualsiasi immagine per approssimare come apparirebbe con i diversi tipi di deficit.
Come si diagnostica il daltonismo?
Per lo screening e la diagnosi si usano diversi test:
- Test di Ishihara — lo screening più diffuso; usa tavole pseudoisocromatiche con numeri nascosti tra punti di colori diversi
- Test Farnsworth-Munsell 100 tonalità — più completo, misura la capacità di ordinare pedine colorate per tonalità
- Test dicotomico D-15 — screening rapido con 15 dischi colorati, spesso usato in medicina del lavoro
- Anomaloscopio — il riferimento per la diagnosi clinica, usa un dispositivo che miscela luce rossa e verde
Su questo sito puoi provare gratuitamente le versioni online dei primi tre test, tenendo presente che i test online sono solo strumenti di screening e non sostituiscono una valutazione clinica formale.
Esiste una cura per il daltonismo?
Attualmente non esiste una cura per il daltonismo ereditario. Tuttavia:
- Lenti con filtro colorato (per esempio EnChroma, Pilestone) possono aiutare alcune persone con deficit rosso-verde a distinguere più colori. Non “curano” ma possono aumentare il contrasto cromatico in certe situazioni.
- La ricerca sulla terapia genica è in corso e ha mostrato risultati iniziali promettenti negli studi sugli animali
- Il daltonismo acquisito può migliorare se si tratta la causa sottostante
Vivere con il daltonismo
Il daltonismo è in genere una condizione gestibile e non incide sulla qualità della vita della maggior parte delle persone. Può però influire su:
- La scelta della carriera in ambiti che richiedono una visione dei colori accurata (aviazione, alcuni ruoli militari, lavoro elettrico, medicina)
- Attività quotidiane come leggere mappe codificate a colori, semafori o visualizzazioni di dati
- Situazioni sociali come abbinare i colori dei vestiti
Molte persone sviluppano strategie efficaci: memorizzare l’ordine dei semafori, etichettare i vestiti e usare app che identificano i colori.
Domande frequenti
Le donne possono essere daltoniche? Sì, anche se è molto più raro. Circa lo 0,5% delle donne ha un daltonismo rosso-verde. Più spesso le donne sono portatrici del gene senza esserne interessate.
Il daltonismo è una disabilità? Nella maggior parte dei Paesi un deficit grave della visione dei colori rientra nella normativa pertinente e possono essere previsti accorgimenti in ambito scolastico e lavorativo.
Il daltonismo può peggiorare nel tempo? Il daltonismo ereditario è stabile per tutta la vita. Quello acquisito può peggiorare se la condizione sottostante progredisce.
I miei figli erediteranno il daltonismo? Se sei un uomo daltonico, le tue figlie saranno portatrici. I tuoi figli maschi non ne saranno interessati (a meno che anche la madre sia portatrice o daltonica). Se sei una donna portatrice, ogni figlio maschio ha il 50% di probabilità di essere daltonico.
Evidenze e fonti
Queste fonti forniscono il contesto sui deficit della visione dei colori e sui test clinici tradizionali. Le attività di ColorVision nel browser sono screening didattici, non strumenti clinici.
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