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ColorVision
Italiano
In uso dal 1917

Test di Ishihara per la visione dei colori

Il test di screening del daltonismo più usato al mondo. Ogni tavola contiene un numero nascosto tra punti colorati, riconoscibile solo con una normale visione rosso-verde. Le tue risposte vengono analizzate per classificare un eventuale deficit della visione dei colori.

24
Tavole diagnostiche
3–5 min
Durata
Privato
Funziona nel tuo browser

Per risultati migliori: Porta la luminosità dello schermo al massimo, disattiva Night Mode / True Tone / f.lux e siediti in una stanza ben illuminata, senza riflessi sullo schermo.

Prima di iniziare

Prepara lo schermo

Screening con tavole numeriche è un’attività didattica svolta a schermo. Il risultato può essere influenzato dal display, dall’illuminazione e dalle impostazioni colore.

  • Porta la luminosità almeno al 75% ed evita riflessi intensi sullo schermo.
  • Disattiva Night Shift, filtri per la luce blu, filtri colore e le modalità display adattive.
  • Se possibile usa un tablet, un portatile o un computer fisso. Non usare questo risultato per decisioni di lavoro, abilitazione o salute.

Informazioni importanti sullo screening

Questa versione online è uno strumento di screening a scopo didattico, non una diagnosi clinica. Calibrazione dello schermo, illuminazione e impostazioni colore del dispositivo possono influire sul risultato.

Se noti un cambiamento recente nella percezione dei colori, hai sintomi oculari o un risultato che ti preoccupa, parlane con un ottico optometrista o un oculista. Leggi la Metodologia dei test, l’Avvertenza medica e la guida sul daltonismo del National Eye Institute.

Che cosa misura davvero una tavola numerica

Una tavola pseudoisocromatica è un campo di punti colorati che variano in modo casuale per dimensione e luminosità. Al suo interno è nascosta una figura, qui una cifra, disegnata con punti di tinta diversa ma di chiarezza deliberatamente simile. La casualità è tutto il congegno. Poiché i punti differiscono per dimensione e luminosità in un modo che non veicola alcuna informazione, la figura non può essere trovata né dai contorni né dalla luminosità. L’unico indizio affidabile è la differenza di tinta fra figura e sfondo.

È questo a rendere diagnostico il disegno. Chi separa quelle due tinte vede subito un numero. Chi ha risposte dei coni rossi e verdi che si sovrappongono più del consueto vede un campo di punti indifferenziato, perché per lui figura e sfondo sono davvero quasi dello stesso colore. Pseudoisocromatico significa esattamente questo: falsamente dello stesso colore, per certi osservatori e non per altri.

Il metodo risale a Shinobu Ishihara, che pubblicò la prima serie di tavole nel 1917. Divenne lo screening standard di prima linea per la carenza rosso-verde perché è rapido, non richiede altra attrezzatura oltre alle tavole stesse e quasi non necessita di istruzioni. Oltre un secolo dopo resta il test che la maggior parte delle persone incontra per prima: nelle visite scolastiche, negli esami preassuntivi e nelle visite oculistiche di routine.

L’attività di questa pagina è un’implementazione originale di tavole numeriche costruita sullo stesso principio pseudoisocromatico. Non è una riproduzione della serie clinica pubblicata, e i suoi risultati non sono intercambiabili con quelli.

Leggere il risultato

Lo screening riporta quante tavole avete identificato come previsto e se i vostri errori si raggruppano su un asse protan o deutan. Considerate le fasce seguenti come descrizioni di ciò che lo schema suggerisce, non come diagnosi.

Tutte o quasi tutte le tavole identificate. Nessuna carenza rosso-verde rilevata. È il risultato atteso per circa il 92 per cento degli uomini e per oltre il 99 per cento delle donne. Non esclude un’anomalia lieve e non dice nulla sulla visione blu-giallo.

Un piccolo numero di errori. Questo schema è coerente con una tricromia anomala lieve, protanomalia o deuteranomalia, in cui il cono interessato è presente ma il picco di sensibilità è spostato. È anche la fascia più facilmente prodotta da uno schermo mal calibrato: ripetete in condizioni migliori prima di trarre conclusioni.

Molti errori. È lo schema prodotto da una carenza rosso-verde marcata, compresa la dicromia, in cui una classe di coni manca del tutto. Se per voi è una scoperta nuova, vale la pena di una valutazione formale: non perché la condizione sia pericolosa, ma perché conoscere il proprio tipo e la propria gravità è utile per l’orientamento professionale e per gli adattamenti.

Errori concentrati su un asse. Le carenze protan riguardano i coni a lunghezza d’onda lunga e riducono anche, in modo caratteristico, la luminosità percepita della luce rossa; quelle deutan riguardano i coni a lunghezza d’onda media e non lo fanno. Deutan è la più comune delle due. Lo screening con tavole può suggerire l’asse, ma non può graduarlo con precisione.

Dove una versione via browser resta indietro

Gli atlanti clinici sono stampati con tolleranze controllate e osservati sotto un illuminante normalizzato equivalente alla luce diurna. Nulla di tutto ciò vale per un portatile in salotto. Quattro fattori distorcono regolarmente un risultato via browser:

  • Le funzioni adattive dello schermo. Night Shift, True Tone, f.lux e i filtri per la luce blu spostano il punto di bianco, cioè proprio la variabile da cui dipendono le tavole.
  • Le differenze di pannello e calibrazione. Due monitor non calibrati possono rendere gli stessi colori dei punti in modo abbastanza diverso da spostare un risultato al limite in un’altra fascia.
  • La luce ambientale. Un’illuminazione colorata o debole cambia lo stato di adattamento dell’occhio.
  • L’acuità visiva. Un difetto refrattivo non corretto o un’opacità dei mezzi possono sfocare i bordi dei punti tanto da nascondere la figura anche a chi ha una visione dei colori del tutto normale.

C’è poi un limite che nessuna calibrazione risolve: lo screening con tavole rileva la carenza rosso-verde, ma non ne misura la gravità in un modo trasferibile fra test diversi. La graduazione richiede una serie di test graduati oppure, in modo definitivo, un anomaloscopio: uno strumento che chiede di eguagliare un giallo spettrale mescolando rosso e verde e legge la gravità direttamente dalla miscela accettata.

A chi conviene farlo e che cosa fare poi

Lo screening ha senso se in famiglia sono presenti carenze della visione dei colori, se un bambino si avvicina all’età in cui la codifica cromatica in classe comincia a contare, o se state considerando un lavoro nell’aviazione, nelle ferrovie, nel settore marittimo, nell’elettrotecnica o in alcuni ambiti sanitari in cui si applicano norme sul colore. È una prima verifica ragionevole e, per la maggior parte delle persone, sarà l’unica di cui avranno bisogno.

Lo screening non è lo strumento adatto se la vostra visione dei colori è cambiata di recente. Una carenza ereditaria è presente dalla nascita ed è stabile per tutta la vita. Un cambiamento reale in età adulta indica altro, il nervo ottico, la retina, una cataratta o l’effetto di un farmaco, e richiede una valutazione tempestiva da parte di un optometrista o di un oculista, non un test via browser. Lo stesso vale per un cambiamento di colore in un solo occhio, che una carenza ereditaria non provoca mai.

Per approfondire il risultato, che cos’è il daltonismo tratta la biologia, i tipi di daltonismo spiegano la differenza fra protan, deutan e tritan, e il test di Ishihara spiegato approfondisce il metodo delle tavole. La nostra metodologia dei test espone come sono state costruite queste attività e che cosa possono e non possono sostenere.

Hai domande?

Domande frequenti

Tutto quello che serve sapere sui test del daltonismo, su come funzionano e su cosa fare con il tuo risultato.

Perché ho letto il numero su una tavola ma non su quella successiva?

È lo schema normale, non un difetto. Le tavole non hanno tutte la stessa difficoltà: ciascuna colloca la propria figura in un punto diverso dello spazio dei colori, e una carenza incide su alcuni di quei punti assai più che su altri. Chi ha un'anomalia lieve legge correttamente la maggior parte delle tavole e sbaglia un gruppo di quelle più difficili. Chi ha una carenza marcata ne sbaglia molte di più. Conta più il numero complessivo di errori che quale singola tavola avete mancato.

Rileva tutti i tipi di daltonismo?

No. Lo screening con tavole numeriche punta all'asse rosso-verde, che comprende le carenze protan e deutan, ossia circa il 99 per cento dei casi ereditari. Rileva male la carenza tritan (blu-giallo), che di norma è acquisita anziché ereditaria. Se il vostro dubbio riguarda la confusione blu-giallo, un compito di ordinamento delle tinte come l'attività a 15 pedine o quella a 100 tinte è più informativo.

Ho visto un numero, ma sbiadito o diverso. Che cosa significa?

Alcune tavole sono progettate perché una persona con visione cromatica normale legga una figura e una persona con carenza rosso-verde ne legga un'altra. Altre sono progettate per essere leggibili solo da chi ha una carenza. Riferire un numero diverso è di per sé un'informazione diagnostica, ed è per questo che l'attività chiede che cosa avete visto davvero, non soltanto se avete visto qualcosa.

Posso sbagliare a causa dello schermo anziché degli occhi?

Sì, ed è il limite maggiore di qualsiasi versione via browser. Il disegno delle tavole dipende da rapporti cromatici precisi. Night Shift, i filtri per la luce blu, l'HDR, la luminosità bassa, un pannello non calibrato o una luce ambientale colorata spostano tutti quei rapporti. Un atlante clinico stampato, osservato sotto illuminazione normalizzata, non ha questo problema.

Un punteggio pieno dimostra che la mia visione dei colori è normale?

È rassicurante, ma non è una prova. Lo screening con tavole è progettato per essere sensibile alla presenza di una carenza rosso-verde; non è mai stato progettato per graduarne la gravità né per certificare la normalità. La tricromia anomala lieve in particolare può passare inosservata. È esattamente per questo che le decisioni professionali e di idoneità si basano su test graduati e sull'anomaloscopio.

Perché il mio risultato differisce da un test fatto altrove?

Implementazioni diverse usano insiemi di tavole diversi, numeri di tavole diversi, soglie di punteggio diverse e una resa cromatica diversa. Una versione da 14 tavole e una da 24 non concorderanno da vicino. Confrontate i risultati solo all'interno dello stesso test, sullo stesso schermo e con illuminazione simile.

Mio figlio non sa ancora leggere i numeri. Che cosa può usare?

L'attività con le forme, che chiede al bambino di tracciare o indicare una figura anziché nominare una cifra. Elimina il requisito di lettura che rende le tavole numeriche inutilizzabili sotto i cinque anni circa.

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